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L'AMORE CHE SCIOGLIE LA PAROLA

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L'AMORE CHE SCIOGLIE LA PAROLA
Pubblicato da Orizzonte Shop 13 febbraio 2019 89 Visualizzazioni Nessun commento

“Amor che nulla ha amato”…

“Lo scriverò sui muri e sulle metropolitane”.

Da Dante a Jovanotti. Da metrica poetica a testo musicale, sono i mille volti della manifestazione dell’amore. Un mondo colorato in cui ognuno, sulla base delle proprie predisposizioni caratteriali e comunicative, sceglie la modalità di manifestazione che ritiene più diretta.

San Valentino non è solo fiori, cioccolatini e cenette romantiche, è anche l’occasione per scoprire e riscoprire (o far scoprire) della buona musica, delle belle canzoni, un verso poetico o un passo letterario.

Molti autori parlano dell’Amore nella sua accezione più dolorosa, altri invece sembrano personificarlo ed equipararlo alla Gioia. Vi proponiamo tre esempi (poesia, letteratura e musica) di alta espressione del sentimento amoroso.

Longo Sofista, Dafni e Cloe

“QUANTE VOLTE MI SON GRAFFIATA COI ROVI E NON HO PIANTO, QUANTE

VOLTE MI HANNO PUNTO LE API, MA NON HO PERSO L’APPETITO, MA CIO’ CHE

ORA MI TRAFIGGE IL CUORE E’ PIU’ DURO DI TUTTE QUESTE COSE”

Testo scritto nel III secolo d.C da Longo Sofista

La vicenda si svolge nelle campagne di Mitilene, sull'isola di Lesbo.

Cloe, accecata da Dafni comincia a provare i sintomi dell'amore: insonnia, mancanza di fame, instabilità dell'umore, pallore e rossore improvviso, disinteresse per le altre bellezze della vita che giudica nulla in confronto a lui.

Saffo, Tramontata è la luna

SCUOTE L’ANIMA MIA EROS,

COME VENTO SUL MONTE

CHE IRROMPE ENTRO LE QUERCE

La poesia di Saffo indaga il problema amaro della giovinezza che fugge. L’immagine è di grande efficacia, la notte è al suo termine (tramontata è la luna), come l’età della passione e dell’amore. La solitudine coincide con la vita stessa.

La poetessa fa un parallelismo tra il tramonto della luna nel cielo e il tramonto della propria giovinezza. Come il cielo resta senza luna, lei resta sola nel suo letto senza più nessuno che la ami, sebbene il dio dell’amore le faccia agitare dentro, come una belva, il feroce desiderio di essere ancora amata. Perché purtroppo l’amore va vissuto nella stagione della giovinezza: nella vecchiaia tutto finisce. Non c’è miele (cioè bellezza, fascino) in lei che attiri gli altri come i fiori attirano le api: nessun’ape si posa più su di lei, e resta sola a consumarsi con il suo desiderio d’amore.

Mia Martini, Almeno tu nell’Universo

UN PUNTO SEI,…,

UN SOLE CHE SPLENDE PER ME SOLTANTO

COME UN DIAMANTE IN MEZZO AL

CUORE

“Almeno tu nell’ universo” è senza dubbio una delle canzoni più amate di Mia Martini, canzone speciale che segnò il suo ritorno dopo anni di crisi.

La gente è “strana”, è “matta”, è “sola”, è falsa, ipocrita e incoerente. Ma forse, come se nel corso della canzone si procedesse a una progressiva immedesimazione nella “gente”, pare che – a guardare bene – sia possibile capirne le ragioni, come se ciò che ha reso “strana” e “matta” la gente non sia nient’altro che la solitudine e la mancanza di un punto fisso. “Sai, la gente è matta– canta Mia Martini – forse è troppo insoddisfatta, segue il mondo ciecamente, quando la moda cambia lei pure cambia, continuamente, scioccamente“.

Ma questa è una lettera d’amore dedicato a quel “Tu”, una persona che è diversa e che riesce a rendere diverso anche chi ha vicino. Ed è questo che viene chiesto in questa lettera, di non cambiare: “Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell'universo! Non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero e che mi amerai davvero di più, di più, di più…

Tu, cosa ne pensi? Aiutaci a TROVARE NELLE CANZONI, NELLE POESIE E NEI ROMANZI UN’ESPRESSIONE SULL’AMORE PARTICOLARMENTE FELICE.

#san valentino Scritto in: news